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Buon Natale anche dall'Alfiere dei Sogni! :-)
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E’ una storia che ogni anno ritorna, che sembra sempre uguale, eppure io sento che si modifica, è diversa, è nuova ad ogni ritorno. Come le foglie che ogni anno tornano sull’albero, paiono sempre uguali eppure non sono certo le stesse dell’anno prima. O l’acqua di un fiume, che se ci fermiamo ad osservarla sembra stare sempre lì, sempre la stessa acqua che compie l’identica curva da secoli; ed invece scorre, si divide e si frammenta e muta proprio sotto al nostro naso, e noi non lo vediamo. Così per molte altre cose di cui non ci accorgiamo e appaiono immote ai nostri limitati occhi umani. In questo modo io penso al Natale. In sé non è altro che la ricorrenza di un compleanno, un tradizionale appuntamento collocato in una data fittizia di una festività preesistente per ricordare una nascita (il natale, appunto), la nascita di un uomo in un luogo sperduto dell’immenso impero romano. Pensare che questa ricorrenza significhi qualcosa, il "sentire" che oltre al fatto in sé vi sia altro, ciò dipende da noi, ognuno potrebbe avere – o non avere – svariati motivi per crederlo o meno. Potrebbe essere un bisogno di fede più o meno intenso; un retaggio di educazione ricevuta (accolta? subita?) fin da piccolo e alla quale ancora si attinge, magari solo di tanto in tanto, in certe occasioni; o potrebbe essere solo perché "così fan tutti" e quindi ci si adegua a parenti e amici. Ma dato che solitamente è una festa che permea di magia anche l’atmosfera di chi non crede, o si ritiene ‘troppo adulto’ per certe baggianate eppure, in un modo o nell’altro, ne rimane contagiato, affascinato da un certo non so che, ecco che siamo qui a parlarne, ad attenderla. Tempo fa essa conservava ancora un fascino molto più religioso, si attendeva Gesù Bambino più che il Babbo natale moderno e i doni, i regali per i bimbi, li portava la Befana a conclusione del periodo delle festività. Poi arrivò la commercializzazione sfrenata, la pubblicità ed il progresso, il bisogno smodato di consumare… e oggi Natale è ridotto ad una corsa ad acquistare cose spesso inutili che dal giono dopo giaceranno dimenticate. Chi come me ha passato il mezzo secolo, sente che qualcosa ci è stato tolto: al giorno d’oggi, in un periodo in cui tutto viene divorato in pochissimo tempo, in quest’epoca dove sembrano non esistere più un attimo o uno spazio per il silenzio, né per il gusto dell’attesa, dove la pazienza è vista non come una virtù ma solo una noiosa perdita di tempo, in questi nostri frenetici giorni del tutto e subito, viene da chiedersi cosa rimanga una volta spente le luci, tolti i festoni, digeriti i pranzi e spese le tredicesime? Cosa può significare realmente, oltre la banalità di una frase fatta, l’augurio che – volenti o nolenti – quasi tutti ci scambiamo vicendevolmente? Può un ‘buon natale’ restare dentro di noi per tutto l’anno, accompagnarci nei gesti, nei pensieri e nelle parole di ogni giorno, migliorare quotidianamente il nostro rapporto con noi stessi e con gli altri? E’ forse una storia, certo. Ma io credo sia la Storia: e anche se ogni anno, quando ritorna, sembra sempre uguale, sempre la stessa vecchia storia, io penso che invece non sia mai uguale a se stessa; si modifica perché siamo noi che ci modifichiamo e ci disponiamo ad accoglierla o a rifiutarla a seconda dei nostri mutati umori, stati d’animo, situazioni familiari o stili di vita. Per quanto mi riguarda, mi piace pensare che per qualche giorno, per qualche ora, o anche per un solo istante, un poco riesce a cambiarmi. Roberto Barbato
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"Metto giù queste poche righe sperando tu possa al più presto leggerle. Un'amica mi ha chiesto di scrivere qualcosa sul Natale. Ci ho provato, ma il foglio è rimasto bianco. Il fatto è questo: continuano a riaffiorarmi in mente i brutti momenti passati quest'anno, e quelli che ancora dovrò passare, e lo spirito natalizio è lì, in quel caos, un puntino non più radioso, immobile e lontano. Non credo più al Natale, volevo solo che tu lo sapessi. Non alzerò più gli occhi al cielo, per vedere quella scia luminosa e foriera di regali. Non sono più un bambino."
Mittente Carlo Bramanti / Destinatario c.a.p 80 via Voglia di te (Sempre) |
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giovedì, dicembre 23, 2004
Notte di
Natale
Il calore del fuoco e le luci dell'albero riscaldano già l'atmosfera...
. ... e finalmente lei rimane sola con il suo Amore... lontani dalla confusione e dai regali... Per farlo ridere lei non esita a travestirsi, senza timore di sembrare ridicola....
... e la serata termina con una notte di fuoco...
... la mattina inizia con il suo sorriso e il caffè dolce e bollente... servito a letto...
... lei si alza e guarda dalla finestra.. un paesaggio da favola! La neve ha coperto tutto ... è già Natale!
Auguri a tutti! Che
ognuno possa vivere una favola meravigliosa come questa...
Morena F. |
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BUON NATALE Un enorme Grazie a Giovanna Palo, che ha preparato per noi questi speciali Auguri di Buon Natale. Giovanna
ha preparato anche tutte le gif natalizie personalizzate che trovate nel
sito. Grazie
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Scarica il nostro calendario natalizio, oppure quello del mese corrente.
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Giovanna Palo
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Mi ricordo che mia nonna mi raccontava sempre che quando era piccolina aspettava con ansia il Natale per ricevere i regali. Ma questi regali consistevano in frutta secca e qualche mandarino lasciati lì per i bambini sul grande camino di casa. Era questo il suo regalo di Natale come anche quello di tanti altri bimbi suoi coetanei. Poi mi raccontava che andava in campagna a raccogliere il muschio, e quando tornava a casa faceva il presepe su un cesto di vimini alla rovescia. E ancora mi raccontava i cibi che insieme alla sua mamma preparava per la notte della vigilia di Natale: la pasta con la mollica, ovvero dei
fusilli fatti in casa conditi con uva passa e mollica di pane, il dolce con la ricotta, e poi i dolcetti vari fatti con le castagne e gli ingredienti più semplici. E il calore di quelle famiglie numerose che a Natale facevano festa tutte insieme. Insomma quando ero piccola ero affascinata da questi racconti di un'altro Natale.
Giovanna Palo
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E' NATALE
Evviva è Natale è una notte speciale è la notte più lunga dell'anno piena di mistero e di magia... è Natale è Natale con il presepe e l'albero illuminati. E' Natale di suoni di ciaramelle e di luci colorate, di bimbi che recitano e di amori che nascono... E' Natale di cuori pieni d'amore...
Giovanna Palo
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Anni
fa lessi un racconto di Guy de Maupassant riferito ai regali che due
innamorati si erano scambiati in un natale dei primi anni del 1800. Mi
piacque moltissimo anche se inspiegabilmente lo dimenticai fino a quando
non me lo fece tornate in mente un fumetto di Carlos Trillo che trattava
lo stesso argomento ambientandolo nella Buenos Aires degli anni 30. Avrei
dimenticato anche quello se un paio di anni fa non avessi letto un
articolo di Sepulveda che sosteneva una tesi sorprendentemente ovvia: il
valore dei regali è oggettivo solo in apparenza. Facendo un bel mix di
tutto questo, vi mando il mio regalo di natale. E lo ambiento a Napoli,
negli anni 50. Pensando ad Eduardo.
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Data Astrale 01-12- di un qualsiasi anno, esterno carcere minorile Beccaria di Milano, tempo, piovoso con misto neve, aria di feste alle vetrine illuminate, questo si presentò agli occhi di Lucescu, palazzi con addobbi natalizi, come nuova moda imponeva, tanti "Babbo Natale" appesi ad un scaletta, come se fossero in arrampicata per portare i doni, rimase colpito da questa novità il diciassettenne, ladruncolo per necessità, appena scarcerato e preso in custodia da un adulto del suo Clan di nomadi Rumeni, accampato nella periferia milanese, uno dei tanti. Edo e le storie Di Natale appese
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Auguri anche dagli amici
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