





Il natale ha sempre affascinato i ragazzi di "Scrivere Giocando". Beh, ragazzi è un po' eccessivo, vero, caro Edo?...:-))
Comunque sia, non c'entra affatto l'età. La festa del Natale sa incantare tutti i bambini e chi, dei bambini mantiene il cuore. Io mi sento sempre bambino, anche un po' monello, però a Babbo Natale scrivo sempre promettendo di essere più buono e lui mi fa sempre trovare sotto l'albero un buon osso e, certe volte, anche un bel piatto di tortellini e la pizza con le acciughe (mi piace mangiare leggero...) :-))
A proposito di Babbo Natale, il caro vecchietto ha tanti siti a lui dedicati, con sue foto, possibilità di scrivergli e di vedere cosa sta facendo nella sua casa in Lapponia. Potete andare a curiosare, per entrare assieme a noi nell'atmosfera magica della faste natalizie. Da non dimenticare il fantastico Calendario dell'Avvento!!!
Inoltre per aiutarvi a pensare al Natale, non trascurando anche l'aspetto dei sentimenti e della bontà, che non dovrebbero mancare neanche negli altri giorni dell'anno, abbiamo preparato una selezione di poesie e racconti dei nostri autori.
il vostro George Lupin, che vi augura buona lettura e Buon Natale
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Buon natale lo stesso...
Edo e le Storie Appese
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Buon Natale
Edo e le Storie Appese
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Buon Natale...auguri
Auguri a Tutti
gli innamorati
Edo e le Storie Appese |
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L’ALBERO
PIU' GRANDE
di Giovanna Palo
Anna uscì di casa ,in quel freddo pomeriggio di dicembre, per fare una passeggiata . Nonostante il suo caldo cappotto di lana marrone, e la sua solita sciarpa verde intenso, comprata durante un suo viaggio, e che portava per esaltare, come diceva lei, il colore dei suoi occhi, sentiva lo stesso il freddo pungente dell'inverno. Ma era bello lo stesso andare in giro .Mentre camminava ,si perdeva a guardare la gente che si affollava vicino alle vetrine dei negozi, nella speranza di trovare qualche regalo adatto per il Natale; e si perdeva anche nei suoi pensieri. Camminando era scesa ormai la sera, ed Anna nel suo vagare senza meta, si ritrovò in villa. Lì venne attirata da un intenso bagliore, e decise di andare a vedere cosa c'era dietro le siepi e gli alberi che lo nascondevano. Grande fu la gioia di ritrovarsi di fronte ad un abete enorme addobbato con luci e nastri colorati. Improvvisamente ,davanti a quell'albero, si sentì piccola piccola, e riprovò la stessa sensazione che l'aveva pervasa tanti anni addietro, durante un Natale tutto particolare. Le ritornò alla mente il ricordo lontano di questo natale vissuto da bambina ,triste e speciale insieme. Aveva circa 8 anni e fu allora che ebbe la prima percezione della morte, con la scomparsa di un caro zio ,del quale solo ora riusciva a ricordare la profonda allegria .In quell'occasione i suoi genitori decisero di portare a casa per un po' il cuginetto, per allontanarlo così da un'atmosfera di profondo dolore. E sarebbe stato quell'evento che avrebbe reso quel Natale davvero speciale. Si ricordava la gioia che aveva provato insieme a sua sorella quando questo bimbo arrivò in casa loro. E soprattutto le avventure ,i giochi che avevano vissuto insieme .Ricordava con un sorriso il quartetto imprevedibile, composto da: lei ,sua sorella ,il cuginetto e...il gatto; un gatto persiano grigio che ne vide di tutti i colori. In prossimità del Natale il vicino di casa, come tutti gli anni chiamò la sua famiglia per andare a scegliere l'abete da addobbare. Una volta davanti a tutti quegli alberi ci fu naturalmente l'imbarazzo della scelta, non per il piccolo cuginetto, però, che insistette nel volere prendere l'albero più grande di tutti. Fu accontentato, nonostante la consapevolezza che quell'albero enorme in casa non ci sarebbe mai entrato. Infatti il grande abete finì piantato in giardino, e venne addobbato con cura , con tante luci e fili d'argento. La sera Anna insieme alla sorella e al cugino ,andava a sedersi sotto il grande albero. Ma una di quelle sere Anna chiese al suo cuginetto perché aveva insistito tanto per avere l'albero più grande; e le si stringeva ancora il cuore ,a distanza di tanti anni nel ricordare la risposta ;infatti il piccolo con occhioni grandi e sgranati dinanzi a lei le disse che siccome suo padre era volato in cielo ,per il Natale, lui aveva voluto regalargli qualcosa di grande e luminoso che anche da lì, dal cielo ,si poteva vedere bene.
Camminando in fretta verso casa Anna continuava a pensare a come si era sentita piccola quella sera ,di tanti anni fa, di fronte a quell'albero, a quel "grande albero per il papà", che il cuginetto aveva voluto per il Natale.
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Due cuori e una ragazza
di Edoardo
Nei sogni dei ragazzi, da sempre, alberga la voglia di grande
libertà, di lussureggianti divertimenti, di gratificanti emozioni da vivere,
sognando di diventare eroi dello sport o dello spettacolo, per farsi scegliere
dalle ragazze.
Uno dei sogni ricorrenti è di ... possedere una moto, una di quelle
scintillanti, che fanno bella mostra di se nelle vetrine dei concessionari, ma
soprattutto, quando sfrecciano in un circuito, e alla guida, c'è l'idolo di
turno, che fa mirabilia e acrobazie a non finire, sgommamenti fumanti, come ad
esempio Valentino Rossi, grande campione in pista, sbruffoncello alle
interviste, simpatico sempre.
Marco, come tutti i giovani di vent'anni, sognava di emulare il suo coetaneo, ma
aveva i piedi abbastanza piantati per terra, non poteva certo permettersi il
lusso di avere una di quelle meraviglie della tecnica, però lavorava in
un'officina, dove le moto le riparava, ed ogni tanto ci faceva un giretto con
molta circospezione, perché era un ragazzo che considerava le cose.
Marco, è così che comunemente veniva chiamato, aveva una ragazza, Leila, una
ragazza gentile e carina, ma che aveva una piccola sfortuna, era cardiopatica
dalla nascita, non in forma estremamente grave, ma il problema c'era, e quando
Marco le faceva battere il cuore, le creava un piccolo fastidio, ma nulla più.
Si teneva sotto controllo Leila, e poteva convivere benissimo con il piccolo
problema, anche se a dire il vero, lo specialista le aveva detto che un
trapianto le avrebbe giovato, per la vita futura, addirittura una volta era
stata interpellata, perché c'era un cuore a disposizione, quello di un giovane
ch'era morto per cause violente. Lei si trovava già all'ospedale per controlli,
ecco allora che il primario voleva approfittare dell'occasione, ma Lei era
titubante, tanto che rinunciò a favore di un altro giovanissimo di un'altra
città.
Leila era una ragazza molto ammirata, e aveva un vicino di casa, che le aveva
fatto la corte per un po', ma Lei era tutta per Marco, cosicché Gabriele, il
suo vicino, detto anche Lele, doveva accontentarsi di un'amicizia d'infanzia,
anche se ogni tanto le chiedeva se: la storia con Marco continuava, perché, in
caso contrario, Lui era lì in fila per accedere al suo trono, se ne stava per
così dire in "panchina", a disposizione..
Era un modo scherzoso di fare, che Lele aveva sempre con tutti, un ragazzo
simpatico.
Un bel giorno Marco decise di dare corpo ad uno dei suoi sogni, contrattò una
moto di seconda mano, con un cliente abituale dell'officina, spuntò un prezzo
interessante e si mise d'accordo per le rate.
Marco non disse nulla a Leila, voleva farle una bella sorpresa, così un sabato
sera si bardò come Valentino Rossi, con una tuta bianco - gialla ed un casco
divinamente decorato, con i disegni che a Lui piacevano.
Leila, come Tutti i sabati sera, attendeva Marco affacciata alla sua veranda,
attendeva il profilarsi della scassatissima e sbuffante golf di Marco, ereditata
dal suo datore di lavoro, poi come sempre, i due fidanzatini andavano in
passeggiata ai giardini, o ad un cinema, una pizza, poi magari si appartavano
per coccolarsi un po', nell'attesa del gran giorno, che sarebbero stati sposi
felici.
Lele, era un patito della bicicletta, anche Lui emulava i grossi personaggi del
pedale, il suo idolo era Pantani, anche Lui si bardava di tutto punto, con la
bandana del pirata, per andare in qualsiasi posto, il sabato sera invece usciva
con la bici normale, non aveva macchine o moto, era studente, figlio di povera
gente.
Quel sabato sera, uscendo di casa in bici, salutò Leila, e si fermò a parlare,
e a ricordarle che Lui era sempre innamorato, che l'avrebbe aspettata, finché
ci fosse stato un barlume di speranza, poi salutò Leila e s'avviò a
raggiungere gli amici al bar.
Marco avviò il suo gioiello scintillante di cromature, era una serata
memorabile, avrebbe fatto una grossissima sorpresa a Leila, sapeva di essere
atteso, da Lei affacciata al balcone, con i lunghi e fluttuanti capelli al
vento, chissà cosa avrebbe detto di quella meraviglia rombante, inforcò la
moto, e via a tutto gas ... com'era bello sentire il fluire dell'aria, sentir
scivolare quel flusso turbinante d'inizio autunno, sfrecciava per le vie come un
vero campione, curvava inclinando la moto in maniera impeccabile, sentiva
l'adrenalina che si scaricava ad ogni accelerata, impennandosi leggermente, per
poi domare tutti quei cavalli che erano racchiusi nei 1000 centimetri cubici di
quel motore, un vero spasso.
Lele stava per arrivare al centro del paese, pedalando dolcemente, si godeva
quella brezzolina umida che c'è di sera, d'inizio autunno, le foglie erano
ancora sugli alberi, giallognole e un po' sul rossiccio, come quelle del filare
di platani che costeggiava quella strada, ogni tanto delle foglie sospinte da
qualche folata leggera , s'adagiavano sull'asfalto, sembrava un tappeto dalle
mille sfumature, tessuto vero dalla natura, adornava il crocevia, che
stranamente quella sera, aveva il semaforo lampeggiante giallo, era un crocevia
pericoloso, s'intersecavano due importanti direttrici.
Lele s'accinse ad attraversare, ma un rombo di moto lo colse di sorpresa, vide
la luce abbagliante, un centauro in frenata, ma le foglie maligne non diedero
aggrappo, alla gomme frenanti e stridenti ma non mordenti l'asfalto, anzi,
s'accelerò lo scompiglio con sbandata mostruosa, Marco non riuscì a
controllare la moto, che schizzò come sul sapone, travolgendo il povero Lele.
Marco sbalzato di sella, picchiò duro sull'asfalto, il marciapiede lo fermò,
rimase inerme, la moto fumante e rantolante, uno sfracello.
La scena tragica, venne vista da lontano da un passante, chiamò subito il 118 e
così i due infortunati vennero soccorsi, con un'ambulanza Marco, ma per Lele,
che sembrava il più grave, venne l'elicottero dell'elisoccorso, e traslati
così all'ospedale del capoluogo.
Leila al balcone, era in attesa di Marco, s'allarmò, perché doveva essere li
per le nove, erano le nove e mezza e nulla all’orizzonte, il cellulare suonava
a vuoto, strano, molto strano, però, pensò che forse s'era fermato con amici e
aveva scordato il cellulare in macchina ... ma non era mai successo, loro si
amavano, e si avvertivano ad ogni piccolo movimento.
Provò di nuovo, ecco che...una voce risponde,... "appuntato Lo
Cascio" polizia stradale ...
Ma cosa ci faceva un poliziotto con il telefono di Marco????... angosciata
chiese... ma ha fatto qualcosa?
No rispose il poliziotto, è successo un incidente signò ... un incidente grave
in moto, ... ma forse c'è un errore pensò Leila, ... Marco era in macchina, ma
forse era stato tamponato da una moto... s'agitò parecchio, ed il cuore
sembrava essersi spostato in gola e si sentiva soffocare, non doveva agitarsi
... ma il poliziotto disse che i feriti erano stati soccorsi e portati
all'ospedale.
Leila cominciò a singhiozzare fortemente, divenne bluastra, le mancava il
respiro, tanto che Suo padre decise ch'era meglio portarla all'ospedale, perché
ora, era in preda a convulsioni, stava malissimo Leila, per lo shock subito, il
suo cuore poteva non reggere.
Così il padre di Leila decise di chiamare l'ambulanza urgentemente, mettere a
conoscenza l'unità coronarica dell'ospedale dove si curava.
Arrivò il soccorso in tempo, le misero le apparecchiature addosso, come
defibrillatore ed altri aggeggi, per fortuna che c'era quest'ambulanza
attrezzata, dono della cittadinanza in cui Leila abitava, dove tutti avevano
contribuito all'acquisto, anche Leila, faceva parte del volontariato, ed aveva
partecipato alla raccolta fondi.
Lele, giunse per primo con l'elicottero all'ospedale, lo ricoverarono subito in
rianimazione, sembrava molto grave, ma era cosciente, e stranamente continuava a
chiamare "Leila" "Leila", ... la polizia stradale, avvisò i
familiari.
Anche Marco giunse alla clinica più vicina, ma non era attrezzata per
soccorrere adeguatamente l'infortunato, così fu avviato all'ospedale, dov'era
già ricoverato il Lele, ma la strada era lunga, per un trasporto con
l'ambulanza, e l'elicottero, purtroppo per trafila burocratica era ancora
trattenuto all'eliporto sulla terrazza dell'ospedale, con carte e scartoffie da
timbrare, permessi da esibire ecc.
Leila, in quella pazza corsa verso la salvezza, continuava a pensare a Marco e
cosa poteva essere successo, mentre giungeva anche Lei in quell'ospedale.
Marco stava malissimo, era entrato in coma, e purtroppo a pochi metri dal pronto
soccorso si spense.
Leila, venne trasferita in sala operatoria, per precauzione
Arrivò una bella notizia, c'era un cuore a disposizione, quello di un ragazzo
morto per un incidente in moto, fervevano i preparativi per il trapianto, Leila
cercava notizie di Marco, ma non le dissero nulla, anzi, che doveva stare calma
e sicura, le avrebbero risolto il problema, e nessuno sapeva il nome del
donatore, la privacy scatta in questi casi.
Lele, rimase tutta la notte in osservazione, ma a parte qualche frattura, non
destava preoccupazione.
In un'altra ala dell'ospedale, purtroppo un dramma si consumava, i genitori di
Marco diedero parere favorevole all'espianto di tutti gli organi disponibili, e
così successe, il cuore di Marco, come aveva sempre giurato, ma non ipotizzato
in quel modo, diventò proprietà di Leila, che ora poteva bearsi di questo
dono, ma Leila ancora non sapeva di chi era, gli altri organi salvarono altre
vite.
Passò qualche mese, Lele migliorava a vista d'occhio, le ferite rimarginavano,
le ossa si saldavano, si trasferiva per i corridoi con la carrozzina, per via
dell’ingessatura, anche Leila si spostava con tale mezzo, dopo la fase
iniziale del dopo trapianto, perché non doveva fare sforzi .
Era passato un paio di mesi, dall'incidente, Leila era stata informata che Marco
purtroppo non era uscito vivo da quell'incidente, Lei capì da subito che aveva
ricevuto il Suo cuore, uno strano destino, che le beatificò la vita, sapendo
che: il suo grande amore, e soprattutto quel cuore che per Lei batteva, lo aveva
preso in consegna per sempre, soffrì molto di questa storia, però un giorno
incontrò Lele, al distributore delle bevande, nell'atrio principale
dell'ospedale, si guardarono, poi si consolarono, per quell'atroce destino che
li aveva accomunati, la simpatia s’ingrandì, poi dopo qualche tempo, guariti
i rispettivi malanni, cominciarono ad uscire insieme, e fra non molto forse si
sposeranno, Lele, amava già Leila, che dal canto suo, aveva in simpatia Lele, e
così a poco a poco anche Lei s'innamorò, ma mai come per Marco, che teneva
racchiuso in Lei, così si sentiva la persona più amata dell'universo, una
ragazza per due cuori...o due cuori per una ragazza come volete voi ..,
riuscendo così ad amarli tutti e due... e vissero felici e contenti.
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Un Natale bambino |
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Giovanna Palo |