Il natale ha sempre affascinato i ragazzi di "Scrivere Giocando". Beh, ragazzi è un po' eccessivo, vero, caro Edo?...:-)) 

Comunque sia, non c'entra affatto l'età. La festa del Natale sa incantare tutti i bambini e chi, dei bambini mantiene il cuore. Io mi sento sempre bambino, anche un po' monello, però a Babbo Natale scrivo sempre promettendo di essere più buono e lui mi fa sempre trovare sotto l'albero un buon osso e, certe volte, anche un bel piatto di tortellini e la pizza con le acciughe (mi piace mangiare leggero...) :-))

A proposito di Babbo Natale, il caro vecchietto ha tanti siti a lui dedicati, con sue foto, possibilità di scrivergli e di vedere cosa sta facendo nella sua casa in Lapponia. Potete andare a curiosare, per entrare assieme a noi nell'atmosfera magica della faste natalizie. Da non dimenticare il fantastico Calendario dell'Avvento!!!

Inoltre per aiutarvi a pensare al Natale, non trascurando anche l'aspetto dei sentimenti e della bontà, che non dovrebbero mancare neanche negli altri giorni dell'anno, abbiamo preparato una selezione di poesie e racconti dei nostri autori.

il vostro George Lupin, che vi augura buona lettura e Buon Natale

Buon natale lo stesso...


Buon Natale , da un immigrato
Ad un semaforo ora impiegato
Al paese non ho mai lavorato
Finalmente qui ora l'ho trovato


Riesco così tra gli mille stenti
A provvedere per gli alimenti
Grazie di cuore a voi residenti
Per quello che date , a noi indigenti


Voi festeggiate un Natale Bianco
Ma per tanti di noi non c'è scampo
Sarà un Natale , come me ... Nero
A nome di tutti , per voi, un Augurio vero .

Edo e le Storie Appese

 

Buon Natale


Magico Natale di luci sfavillanti,
Auguri a profusione a tutti quanti
Quanti propositi. oggi come ieri
Tanto non costano , saranno poi veri ?


A Natale si è sempre buoni
Soprattutto se ci sono doni
Immaginiamo un istante solamente
Quanti al mondo non hanno niente


Per colpa di un governo intransigente
O per immane catastrofe recente
Recuperiamo ora la pace nel cuore
Buon Natale a tutti con tanto calore

Edo e le Storie Appese



 

Buon Natale...auguri


Buon Natale amici , che sia di pace !
E' il messaggio , da quel Bimbo in fasce
Nella Sua mangiatoia Adorato Giace
Alleluia , da tutto il mondo a gran voce


Buon Natale ai bimbi fortunati in culla
Anche a quelli ...nella discarica brulla
Morituri innocenti, frutti del nulla
D'un egoismo che ahimè ci flagella


Buon Natale a poveri e sofferenti
Ma anche ai ricchi mai contenti.
Auguri ad Americani e Afgani,
A quelli che fan una vita da cani.


Auguri ai cani per Natale regalati
Ma poi a ferragosto abbandonati
Buon Natale agli animali sacrificati
Per soddisfare i nostri golosi palati

Auguri a Tutti gli innamorati
Ed anche ai cuori ingrati
Buon Natale agli internauti
Che di WEB si sono nutriti


Auguri per l'anno che verrà
E a tutti , porti pace, felicità
Con fiducia e futura lealtà
Ed un lavoro a chi non ce l’ha.

Edo e le Storie Appese

 L’ALBERO PIU' GRANDE

di Giovanna Palo

Anna uscì di casa ,in quel freddo pomeriggio di dicembre, per fare una passeggiata . Nonostante il suo caldo cappotto di lana marrone, e la sua solita sciarpa verde intenso, comprata durante un suo viaggio, e che portava per esaltare, come diceva lei, il colore dei suoi occhi, sentiva lo stesso il freddo pungente dell'inverno. Ma era bello lo stesso andare in giro .Mentre camminava ,si perdeva a guardare la gente che si affollava vicino alle vetrine dei negozi, nella speranza di trovare qualche regalo adatto per il Natale; e si perdeva anche nei suoi pensieri. Camminando era scesa ormai la sera, ed Anna nel suo vagare senza meta, si ritrovò in villa. Lì venne attirata da un intenso bagliore, e decise di andare a vedere cosa c'era dietro le siepi e gli alberi che lo nascondevano. Grande fu la gioia di ritrovarsi di fronte ad un abete enorme addobbato con luci e nastri colorati. Improvvisamente ,davanti a quell'albero, si sentì piccola piccola, e riprovò la stessa sensazione che l'aveva pervasa tanti anni addietro, durante un Natale tutto particolare. Le ritornò alla mente il ricordo lontano di questo natale vissuto da bambina ,triste e speciale insieme. Aveva circa 8 anni e fu allora che ebbe la prima percezione della morte, con la scomparsa di un caro zio ,del quale solo ora riusciva a ricordare la profonda allegria .In quell'occasione i suoi genitori decisero di portare a casa per un po' il cuginetto, per allontanarlo così da un'atmosfera di profondo dolore. E sarebbe stato quell'evento che avrebbe reso quel Natale davvero speciale. Si ricordava la gioia che aveva provato insieme a sua sorella quando questo bimbo arrivò in casa loro. E soprattutto le avventure ,i giochi che avevano vissuto insieme .Ricordava con un sorriso il quartetto imprevedibile, composto da: lei ,sua sorella ,il cuginetto e...il gatto; un gatto persiano grigio che ne vide di tutti i colori. In prossimità del Natale il vicino di casa, come tutti gli anni chiamò la sua famiglia per andare a scegliere l'abete da addobbare. Una volta davanti a tutti quegli alberi ci fu naturalmente l'imbarazzo della scelta, non per il piccolo cuginetto, però, che insistette nel volere prendere l'albero più grande di tutti. Fu accontentato, nonostante la consapevolezza che quell'albero enorme in casa non ci sarebbe mai entrato. Infatti il grande abete finì piantato in giardino, e venne addobbato con cura , con tante luci e fili d'argento. La sera Anna insieme alla sorella e al cugino ,andava a sedersi sotto il grande albero. Ma una di quelle sere Anna chiese al suo cuginetto perché aveva insistito tanto per avere l'albero più grande; e le si stringeva ancora il cuore ,a distanza di tanti anni nel ricordare la risposta ;infatti il piccolo con occhioni grandi e sgranati dinanzi a lei le disse che siccome suo padre era volato in cielo ,per il Natale, lui aveva voluto regalargli qualcosa di grande e luminoso che anche da lì, dal cielo ,si poteva vedere bene.

Camminando in fretta verso casa Anna continuava a pensare a come si era sentita piccola quella sera ,di tanti anni fa, di fronte a quell'albero, a quel "grande albero per il papà", che il cuginetto aveva voluto per il Natale.

Due cuori e una ragazza

di Edoardo

Nei sogni dei ragazzi, da sempre, alberga la voglia di grande libertà, di lussureggianti divertimenti, di gratificanti emozioni da vivere, sognando di diventare eroi dello sport o dello spettacolo, per farsi scegliere dalle ragazze.
Uno dei sogni ricorrenti è di ... possedere una moto, una di quelle scintillanti, che fanno bella mostra di se nelle vetrine dei concessionari, ma soprattutto, quando sfrecciano in un circuito, e alla guida, c'è l'idolo di turno, che fa mirabilia e acrobazie a non finire, sgommamenti fumanti, come ad esempio Valentino Rossi, grande campione in pista, sbruffoncello alle interviste, simpatico sempre.
Marco, come tutti i giovani di vent'anni, sognava di emulare il suo coetaneo, ma aveva i piedi abbastanza piantati per terra, non poteva certo permettersi il lusso di avere una di quelle meraviglie della tecnica, però lavorava in un'officina, dove le moto le riparava, ed ogni tanto ci faceva un giretto con molta circospezione, perché era un ragazzo che considerava le cose.
Marco, è così che comunemente veniva chiamato, aveva una ragazza, Leila, una ragazza gentile e carina, ma che aveva una piccola sfortuna, era cardiopatica dalla nascita, non in forma estremamente grave, ma il problema c'era, e quando Marco le faceva battere il cuore, le creava un piccolo fastidio, ma nulla più.
Si teneva sotto controllo Leila, e poteva convivere benissimo con il piccolo problema, anche se a dire il vero, lo specialista le aveva detto che un trapianto le avrebbe giovato, per la vita futura, addirittura una volta era stata interpellata, perché c'era un cuore a disposizione, quello di un giovane ch'era morto per cause violente. Lei si trovava già all'ospedale per controlli, ecco allora che il primario voleva approfittare dell'occasione, ma Lei era titubante, tanto che rinunciò a favore di un altro giovanissimo di un'altra città.
Leila era una ragazza molto ammirata, e aveva un vicino di casa, che le aveva fatto la corte per un po', ma Lei era tutta per Marco, cosicché Gabriele, il suo vicino, detto anche Lele, doveva accontentarsi di un'amicizia d'infanzia, anche se ogni tanto le chiedeva se: la storia con Marco continuava, perché, in caso contrario, Lui era lì in fila per accedere al suo trono, se ne stava per così dire in "panchina", a disposizione..
Era un modo scherzoso di fare, che Lele aveva sempre con tutti, un ragazzo simpatico.
Un bel giorno Marco decise di dare corpo ad uno dei suoi sogni, contrattò una moto di seconda mano, con un cliente abituale dell'officina, spuntò un prezzo interessante e si mise d'accordo per le rate.
Marco non disse nulla a Leila, voleva farle una bella sorpresa, così un sabato sera si bardò come Valentino Rossi, con una tuta bianco - gialla ed un casco divinamente decorato, con i disegni che a Lui piacevano.
Leila, come Tutti i sabati sera, attendeva Marco affacciata alla sua veranda, attendeva il profilarsi della scassatissima e sbuffante golf di Marco, ereditata dal suo datore di lavoro, poi come sempre, i due fidanzatini andavano in passeggiata ai giardini, o ad un cinema, una pizza, poi magari si appartavano per coccolarsi un po', nell'attesa del gran giorno, che sarebbero stati sposi felici.
Lele, era un patito della bicicletta, anche Lui emulava i grossi personaggi del pedale, il suo idolo era Pantani, anche Lui si bardava di tutto punto, con la bandana del pirata, per andare in qualsiasi posto, il sabato sera invece usciva con la bici normale, non aveva macchine o moto, era studente, figlio di povera gente.
Quel sabato sera, uscendo di casa in bici, salutò Leila, e si fermò a parlare, e a ricordarle che Lui era sempre innamorato, che l'avrebbe aspettata, finché ci fosse stato un barlume di speranza, poi salutò Leila e s'avviò a raggiungere gli amici al bar.
Marco avviò il suo gioiello scintillante di cromature, era una serata memorabile, avrebbe fatto una grossissima sorpresa a Leila, sapeva di essere atteso, da Lei affacciata al balcone, con i lunghi e fluttuanti capelli al vento, chissà cosa avrebbe detto di quella meraviglia rombante, inforcò la moto, e via a tutto gas ... com'era bello sentire il fluire dell'aria, sentir scivolare quel flusso turbinante d'inizio autunno, sfrecciava per le vie come un vero campione, curvava inclinando la moto in maniera impeccabile, sentiva l'adrenalina che si scaricava ad ogni accelerata, impennandosi leggermente, per poi domare tutti quei cavalli che erano racchiusi nei 1000 centimetri cubici di quel motore, un vero spasso.
Lele stava per arrivare al centro del paese, pedalando dolcemente, si godeva quella brezzolina umida che c'è di sera, d'inizio autunno, le foglie erano ancora sugli alberi, giallognole e un po' sul rossiccio, come quelle del filare di platani che costeggiava quella strada, ogni tanto delle foglie sospinte da qualche folata leggera , s'adagiavano sull'asfalto, sembrava un tappeto dalle mille sfumature, tessuto vero dalla natura, adornava il crocevia, che stranamente quella sera, aveva il semaforo lampeggiante giallo, era un crocevia pericoloso, s'intersecavano due importanti direttrici.
Lele s'accinse ad attraversare, ma un rombo di moto lo colse di sorpresa, vide la luce abbagliante, un centauro in frenata, ma le foglie maligne non diedero aggrappo, alla gomme frenanti e stridenti ma non mordenti l'asfalto, anzi, s'accelerò lo scompiglio con sbandata mostruosa, Marco non riuscì a controllare la moto, che schizzò come sul sapone, travolgendo il povero Lele. Marco sbalzato di sella, picchiò duro sull'asfalto, il marciapiede lo fermò, rimase inerme, la moto fumante e rantolante, uno sfracello.
La scena tragica, venne vista da lontano da un passante, chiamò subito il 118 e così i due infortunati vennero soccorsi, con un'ambulanza Marco, ma per Lele, che sembrava il più grave, venne l'elicottero dell'elisoccorso, e traslati così all'ospedale del capoluogo.
Leila al balcone, era in attesa di Marco, s'allarmò, perché doveva essere li per le nove, erano le nove e mezza e nulla all’orizzonte, il cellulare suonava a vuoto, strano, molto strano, però, pensò che forse s'era fermato con amici e aveva scordato il cellulare in macchina ... ma non era mai successo, loro si amavano, e si avvertivano ad ogni piccolo movimento.
Provò di nuovo, ecco che...una voce risponde,... "appuntato Lo Cascio" polizia stradale ...
Ma cosa ci faceva un poliziotto con il telefono di Marco????... angosciata chiese... ma ha fatto qualcosa?
No rispose il poliziotto, è successo un incidente signò ... un incidente grave in moto, ... ma forse c'è un errore pensò Leila, ... Marco era in macchina, ma forse era stato tamponato da una moto... s'agitò parecchio, ed il cuore sembrava essersi spostato in gola e si sentiva soffocare, non doveva agitarsi ... ma il poliziotto disse che i feriti erano stati soccorsi e portati all'ospedale.
Leila cominciò a singhiozzare fortemente, divenne bluastra, le mancava il respiro, tanto che Suo padre decise ch'era meglio portarla all'ospedale, perché ora, era in preda a convulsioni, stava malissimo Leila, per lo shock subito, il suo cuore poteva non reggere.
Così il padre di Leila decise di chiamare l'ambulanza urgentemente, mettere a conoscenza l'unità coronarica dell'ospedale dove si curava.
Arrivò il soccorso in tempo, le misero le apparecchiature addosso, come defibrillatore ed altri aggeggi, per fortuna che c'era quest'ambulanza attrezzata, dono della cittadinanza in cui Leila abitava, dove tutti avevano contribuito all'acquisto, anche Leila, faceva parte del volontariato, ed aveva partecipato alla raccolta fondi.
Lele, giunse per primo con l'elicottero all'ospedale, lo ricoverarono subito in rianimazione, sembrava molto grave, ma era cosciente, e stranamente continuava a chiamare "Leila" "Leila", ... la polizia stradale, avvisò i familiari.
Anche Marco giunse alla clinica più vicina, ma non era attrezzata per soccorrere adeguatamente l'infortunato, così fu avviato all'ospedale, dov'era già ricoverato il Lele, ma la strada era lunga, per un trasporto con l'ambulanza, e l'elicottero, purtroppo per trafila burocratica era ancora trattenuto all'eliporto sulla terrazza dell'ospedale, con carte e scartoffie da timbrare, permessi da esibire ecc.
Leila, in quella pazza corsa verso la salvezza, continuava a pensare a Marco e cosa poteva essere successo, mentre giungeva anche Lei in quell'ospedale.
Marco stava malissimo, era entrato in coma, e purtroppo a pochi metri dal pronto soccorso si spense.
Leila, venne trasferita in sala operatoria, per precauzione
Arrivò una bella notizia, c'era un cuore a disposizione, quello di un ragazzo morto per un incidente in moto, fervevano i preparativi per il trapianto, Leila cercava notizie di Marco, ma non le dissero nulla, anzi, che doveva stare calma e sicura, le avrebbero risolto il problema, e nessuno sapeva il nome del donatore, la privacy scatta in questi casi.
Lele, rimase tutta la notte in osservazione, ma a parte qualche frattura, non destava preoccupazione.
In un'altra ala dell'ospedale, purtroppo un dramma si consumava, i genitori di Marco diedero parere favorevole all'espianto di tutti gli organi disponibili, e così successe, il cuore di Marco, come aveva sempre giurato, ma non ipotizzato in quel modo, diventò proprietà di Leila, che ora poteva bearsi di questo dono, ma Leila ancora non sapeva di chi era, gli altri organi salvarono altre vite.
Passò qualche mese, Lele migliorava a vista d'occhio, le ferite rimarginavano, le ossa si saldavano, si trasferiva per i corridoi con la carrozzina, per via dell’ingessatura, anche Leila si spostava con tale mezzo, dopo la fase iniziale del dopo trapianto, perché non doveva fare sforzi .
Era passato un paio di mesi, dall'incidente, Leila era stata informata che Marco purtroppo non era uscito vivo da quell'incidente, Lei capì da subito che aveva ricevuto il Suo cuore, uno strano destino, che le beatificò la vita, sapendo che: il suo grande amore, e soprattutto quel cuore che per Lei batteva, lo aveva preso in consegna per sempre, soffrì molto di questa storia, però un giorno incontrò Lele, al distributore delle bevande, nell'atrio principale dell'ospedale, si guardarono, poi si consolarono, per quell'atroce destino che li aveva accomunati, la simpatia s’ingrandì, poi dopo qualche tempo, guariti i rispettivi malanni, cominciarono ad uscire insieme, e fra non molto forse si sposeranno, Lele, amava già Leila, che dal canto suo, aveva in simpatia Lele, e così a poco a poco anche Lei s'innamorò, ma mai come per Marco, che teneva racchiuso in Lei, così si sentiva la persona più amata dell'universo, una ragazza per due cuori...o due cuori per una ragazza come volete voi .., riuscendo così ad amarli tutti e due... e vissero felici e contenti.

Un Natale bambino

In un salotto antico,
adornato come vuole la tradizione,
il camino e' acceso
l'albero risplende
di luci e colori
e due bambini
sono ansiosi
di gioie e di tesori.
Il profumo di
biscotti caldi
appena fatti dalla nonna
li distrae solo per un po',
ma e' l'attesa della notte
più lunga dell'anno!
E questo e' solo il ricordo
di un lontano e felice
Natale bambino.
Giovanna Palo

                   

Forse sarà Natale

Neve e gelo,
vento invernale
e' di nuovo Natale.
Cori di bimbi
e recite a scuola
regali e dolci
ritornano ancora.
Luci di stelle
ed alberi adorni di feste.
Come fare per amare
il mondo?
Natale e' tornato,
ma in fondo
l'amore non l'ha portato:
guerra e morte
violenza e dolore
nella terra del signore.
Speriamo che arrivino nei cuori
l'amore , la pace
e la speranza
di giorni migliori.
Così forse sarà Natale davvero,
un Natale di luce e di fiori
di mani che si stringono
e di abbracci che consumano
di popoli che amano
e che non sparano più.

    Giovanna Palo     

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